Naturecultures

fruizione

Dal 29 aprile al 22 settembre 2022 OGR Torino in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenta Naturecultures. Arte e Natura dall’Arte povera a oggi. Dalle Collezioni della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT al Castello di Rivoli, una mostra allestita al Binario 1 e 2 di OGR Torino.


A cura di Carolyn Christov-Bakargiev, Direttore, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Marcella Beccaria, Capo Curatore e Curatore delle Collezioni, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e Samuele Piazza, Senior Curator, OGR Torino


Con opere di Mario Merz (Milano, 1925–2003), Marisa Merz (Torino, 1926–2019), Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933), Giovanni Anselmo (Borgofranco d’Ivrea, Torino, 1934), Jannis Kounellis (Piraeus, 1936 – Roma, 2017), Piero Gilardi (Torino, 1942), Pier Paolo Calzolari (Bologna, 1943), Gilberto Zorio (Andorno Micca, Vercelli, 1944), Richard Long (Bristol, 1945), Giuseppe Penone (Garessio, Cuneo, 1947), Amar Kanwar (New Delhi, 1964), Agnieszka Kurant (Łódź, 1978).

 

La mostra presenta opere in prevalenza della collezione della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, acquisite tra il 2000 e il 2021 grazie alla Fondazione CRT: una sinergia che ha consentito a Torino e al Piemonte di costruire, in poco più di vent’anni, una delle più significative raccolte d’arte contemporanea al mondo a disposizione del pubblico. La collezione privata della leggendaria gallerista Margherita Stein, che si faceva chiamare “Christian” Stein, costituì il primo nucleo della raccolta nel 2000; l’ultima opera acquistata nel 2021 è Adjacent Possible di Agnieska Kurant, presente in mostra.



“Dai nodi del legno si vede da che parte l’albero svettava nel cielo, da che parte assorbiva la luce del sud, se nato in un bosco affollato, in un prato o ai bordi del bosco”, scrive Giuseppe Penone nel 1970, poco dopo avere iniziato nel 1969 a realizzare le sue opere più iconiche intagliando e scavando attorno ai nodi visibili nel legno di travi industriali per fare emergere il tronco e i rami dell’albero a una età più giovane. Con i suoi gesti, l’artista invertiva il processo di industrializzazione dei materiali, ritrovando forme ‘naturali’ (l’albero) al cuore di forme standardizzate (le travi). Contemporaneamente ad altri artisti internazionali attivi a partire dalla fine degli anni sessanta del secolo scorso, gli artisti dell’Arte povera, molti dei quali torinesi, indagavano la realtà dell’esperienza fisica e incanalavano nelle loro opere l’energia invisibile che scorre nel mondo. Usavano tecniche elementari e materiali comuni per superare la separazione tra natura e artificio e rendere percepibile una consapevolezza corporea del mondo sensibile. Con le loro opere, hanno anticipato l’ecologia contemporanea. Scettici riguardo all’accelerazione dello sviluppo economico, erano consapevoli della necessità di un nuovo equilibrio ambientale. Erano vitali, ottimisti, pacifisti e anarchici, e hanno trasformato la definizione stessa di arte attraverso l’incrocio libero tra pittura, scultura, performance, film e fotografia nella nozione più aperta dell’installazione percorribile dal pubblico.

Trent’anni più tardi, dalla fine degli anni novanta, il cambiamento climatico causato dallo sfruttamento delle risorse energetiche e il conseguente surriscaldamento del pianeta hanno cambiato il mondo. Gli artisti a livello globale sono diventati negli anni duemila documentaristi e attivisti, denunciando crimini sociali e ambientali. “La foresta sovrana tenta di riaprire la discussione e avviare una risposta creativa alla nostra comprensione del crimine, della politica, dei diritti umani e dell’ecologia”, scrive Amar Kanwar nel 2012 del suo progetto sulla devastazione di aree agricole e la scomparsa della biodiversità in India, presentato per la prima volta a dOCUMENTA(13) a Kassel. “La validità della poesia come prova in un processo, il discorso sul vedere, sulla comprensione, sulla compassione, sulle questioni della giustizia, della sovranità e della determinazione di sé, si fondono in una costellazione di immagini fisse e in movimento, testi, libri, opuscoli, album, musica, oggetti, semi, eventi e processi”.

Per maggiori dettagli si rimanda al comunicato in allegato.

Image Credit: Amar Kanwar, The Sovereign Forest, 2012


Gallery – Photo credit: Andrea Rossetti per OGR Torino



PROGRAMMA CULTURALE

Naturecultures | Public Program – Mese di Maggio

Giovedì 12 maggio h 18.30 – Carolyn Christov- Bakargiev , Direttore del Castello di Rivoli e co-curatore della mostra, tratterà i principali temi dell’Arte povera.


Scopri il programma e prenota qui il tuo posto.


Domenica 15 maggio h 14
 – Visita alla mostra con Carolyn Christov- Bakargiev e passeggiata nei Giardini della Venaria Reale insieme al grande artista Giuseppe Penone, alla scoperta di uno dei suoi luoghi di ispirazione.


Scopri il programma e prenota qui il tuo posto.


Giovedì 19 maggio h 18.30
 – Samuele Piazza, Capo Curatore di OGR Torino e co-curatore della mostra, farà un focus sul lavoro di Amar Kanwar e sulla spettacolare installazione “The Sovereign forest”, allestita in mostra.


Scopri il programma e prenota qui il tuo posto.

 

Edizioni passate

2022
2022

Naturecultures 2022

Naturecultures. Arte e Natura dall’Arte povera a oggi. Dalle Collezioni della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT al Castello di Rivoli

Una mostra sull’Arte Povera presentata da OGR Torino e Castello di Rivoli; a cura di Carolyn Christov-Bakargiev,  Marcella Beccaria e Samuele Piazza.

Con il contributo della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT e il contributo straordinario di Fondazione CRT

presso OGR Torino
29 aprile – 22 settembre 2022

maggiori dettagli


Naturecultures | Public Program

torna indietro
Visualizza la tua selezione
1
Opere selezionate

Se ti interessa avere informazioni più dettagliate sulle opere selezionate, per motivi professionali o di ricerca, scrivici e saremo felici di aiutarti.

scrivici